La carta della sismicità dal 1980 al 2020

In occasione del quarantesimo anniversario del terremoto del 1980, è stata realizzata una carta della sismicità che mostra la distribuzione degli epicentri di circa 42000 terremoti, avvenuti in Italia tra il 1980 e il 2020 (aggiornati al 31 ottobre), con magnitudo pari o superiore a  2.5  e che rappresentano solo una piccola parte degli eventi registrati dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale.

Dopo il tragico terremoto del 1980, altri terremoti che hanno procurato ingenti danni e vittime sono accaduti in Italia negli ultimi quarant’ anni: nel 1984 in Umbria settentrionale (M 5.2) e nella Val Comino tra il Lazio e l’Abruzzo (M 5.9), nel 1990 a largo della costa siracusana (M 5.6), nel 1997-1998 la lunga sequenza sismica in Umbria-Marche (M 5.8).  Il nuovo secolo inizia con i due terremoti del 2002 nel Molise (M 5.4) e a largo della costa palermitana (M 5.6); poi la sequenza in Abruzzo (M 6.1) del 2009, quella in Emilia-Romagna (M 5.8) del 2012 e infine la sequenza in Italia centrale tra il 2016 e il 2017 con gli eventi del 24 agosto 2016 di Amatrice-Accumoli (M 6.0), del 30 ottobre 2016 nei pressi di Norcia (M 6.5) e del 18 gennaio 2017 vicino a Montereale (M 5.5). Il terremoto di Norcia del 30 ottobre 2016, di magnitudo M 6.5, è da considerarsi il terremoto più forte registrato dalla Rete Sismica  Nazionale, successivamente alla sua nascita e al suo sviluppo dopo il 1980.

Nel riquadro in alto sono mostrati l’andamento del numero annuale di    terremoti di magnitudo superiore o pari a 2.0 dal 1980 al 2020 e le            mappe con la distribuzione delle stazioni di monitoraggio nel 1980 e nel 2020: vengono riportate le stazioni dell’Istituto Nazionale di Geofisica e degli Osservatori/Università (1980) e quelle dell’attuale Rete Sismica Nazionale (RSN – 2020).

La carta è stata realizzata da R. Moschillo, M. Pignone, C. Nostro (INGV-Osservatorio Nazionale Terremoti, in collaborazione con il Laboratorio Grafica e Immagini INGV. 

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